
L'inizio di questa specie di telenovela si perde nella notte dei tempi. Per un caso strano incontrammo la capoeira rimanendone rapiti.
All'epoca (si parla dell'ormai lontano 1999/2000) a Firenze non c'era molta scelta. La capoeira presente era quella che oggi chiamano "capoeira contemporanea" per indicare una specie di frullato di avanzi di regional e ispirazioni circensi. (la foto è volutamente pessima così non mi denunciano ;-)
Ma in un modo o nell'altro, la capoeira, manteneva la propria magia, forse abituata fin dalle proprie origini a sopravvivere anche nelle situazioni più ostili. Fu così che, quando comprendemmo che quello che stavamo facendo era per lo più insensato, per lo più dannoso per la salute e oltremodo scomodo per l'ambiente che lo circondava, pur nel desiderio di cavarsi dai cosiddetti non riuscimmo a staccarcene totalmente.
E fu in quel tempo che iniziò il nostro travaglio. Tentammo esprimere i nostri disagi all'interno del gruppo in cui avevamo cominciato con lo stesso successo che può ottenere chiunque si metta in testa di spiegare Kant ad un rinoceronte.
Così tra un pianto e un lamento ne venimmo fuori, con i migliori propositi...chi di tornare a far danza, chi di iscriversi in piscina, chi di provare con l'aikido. Rimaneva, però, un'inspiegabile senso di vuoto e di insoddisfazione. Chissà magari c'avevano drogati e noi non lo sapevamo...
Tentammo di trovare uno spazio nel lamentabile proposito di allenarsi per lo meno tra noi.
Il primo spazio che ci venne concesso fu all'interno del centro sociale CPA in via di Villamagna. La "palestra" sporca e fredda cominciò a popolarsi di curiosi che volevano provare. Per la prima volta ci trovamo davanti al problema morale di insegnare qualcosa a qualcuno, consci di non esserne assolutamente in grado.
Il problema si risolse naturalmente visto che non passò molto tempo che apparve dal niente un professore di capoeira. O almeno così si presentava lui. Il clima che ne venne fuori era quanto di più lontano dalle nostre esigenze, sia come stile che ci veniva proposto, sia per la maglietta che il suddetto professore stava già tentando di far indossare a tutti quanti, sia per la qualità degli allenamenti che davvero era deplorevole.
Ovviamente ci trovammo ad essere gli unici a protestare, visto che gli altri, i "nuovi" l'unico confronto che avevano era con noi e quindi comprensibilmente trovavano il suddetto prof. più adeguato.
Ce ne andammo e la voglia di smettere era sempre più forte almeno quanto inutile.
Tormentati cercavamo ogni possibile assaggino di capoeira, pur di non restarne totalmente alieni.
Tra l'altro all'interno del gruppettino di "fuoriusciti" s'erano iniziati a proporre problemi di relazione e di lideranza con malumori che affliggevano alcuni, intemperanze d'altri e genericamente un gran giramento di palle. Tanto più che la maggior parte di noi sapeva ciò che NON voleva ma ignorava il corrispondente positivo
L'avventura sembrava destinata a concludersi in modo piuttosto triste e già alcuni tra noi iniziavano a rimpiangere la condizione iniziale secondo la saggezza popolare "meglio che niente..."